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Disturbo Ossessivo Compulsivo Post-partum: sintomi, cause e trattamento

Durante la gravidanza e il post-partum può aumentare il rischio di insorgenza o esacerbazione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo (DOC): come riconoscerli e trattarli?

Durante la gravidanza e il post-partum può aumentare il rischio di insorgenza o esacerbazione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo (DOC). In questo contesto, i pensieri ossessivi riguardano la paura di danneggiare accidentalmente o intenzionalmente il bambino. Per evitare ciò, il genitore può mettere in atto comportamenti di controllo compulsivi per assicurarsi che il neonato stia bene (es. controllare il suo corpo per assicurarsi che non ci siano segni), rituali (es. preghiere compulsive) o ricercare rassicurazioni sul suo stato e quello del proprio bebè. Questo disturbo può manifestarsi sia nelle madri che nei padri, sia in modo concomitante a entrambi.

Diversamente dalla psicosi, il DOC post-partum non è caratterizzato dal desiderio di far del male al proprio bambino, bensì dal terrore verso le proprie ossessioni e dal possibile danno che quest’ultimo potrebbe subire.

Il DOC post-partum può essere sottodiagnosticato o erroneamente diagnosticato a causa della mancanza di screening standardizzati e del potenziale stigma associato alla segnalazione dei sintomi da parte delle gestanti o dei genitori. Senza trattamento, i sintomi del DOC spesso persistono e continuano a compromettere la qualità della vita della madre (e del padre) e le interazioni con il bambino.

I sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo post partum

Tra le ossessioni possono manifestarsi:

  • Paura e immagini del neonato che muore nel sonno, o che soffochi e di non riuscire a salvarlo.
  • Paura di ferire accidentalmente il bambino facendolo cadere da un’altezza o causando una malattia.
  • Pensieri o impulsi indesiderati sul ferire il bambino, ad esempio scuotendolo, annegandolo, urlandogli contro o pugnalandolo.

Le compulsioni possono riguardare:

  • Controllare ripetutamente il bambino per assicurarsi che stia bene.
  • Pregare ripetutamente nella speranza di garantire la salute e il benessere del bambino.
  • Nascondere oggetti appuntiti.
  • Ripercorrere ripetutamente le attività quotidiane per assicurarsi di non aver danneggiato il bambino.
  • Evitare il bambino per paura di fargli del male.

Le cause del Disturbo Ossessivo Compulsivo post partum

Attualmente la letteratura scientifica è piuttosto limitata. A livello epidemiologico, la prevalenza del disturbo è stimata al 2,9 % in fase prenatale e al 7% nel post partum, con un picco di incidenza intorno alle 8 settimane dopo il parto. L’esordio avviene entro 12-26 settimane dopo il parto ma alcune donne hanno avuto i primi sintomi pochi giorni dopo il parto.

L’eziologia del disturbo ossessivo compulsivo durante la gravidanza e il postpartum è sconosciuta, sebbene siano state proposte le seguenti ipotesi biologiche, psicologiche e ambientali:

  1. cambiamenti ormonali e disregolazione del sistema immunitario;
  2. disturbi preesistenti dell’umore, dell’ansia e della personalità;
  3. diabete gestazionale;
  4. convinzioni disfunzionali su minacce, responsabilità, controllo e incertezza;
  5. fattori di stress legati alla gravidanza e al postpartum;
  6. fattori di stress psicosociali generali e mancanza di supporto sociale.

Poco si sa sulla relazione tra caratteristiche della gravidanza, complicanze ostetriche e DOC perinatale. Diversi studi hanno riportato un’associazione con primiparità, complicanze ostetriche, parto cesareo ed età materna più giovane al momento del parto. Tuttavia sono necessarie ulteriori indagini per aiutare a chiarire il possibile legame tra gravidanza/caratteristiche ostetriche e lo sviluppo di questo disturbo.

Nonostante gli sforzi significativi per scoprire le basi genetiche del disturbo ossessivo compulsivo, non è ancora chiaro come i fattori di rischio genetici e ambientali interagiscano e convergano a livello molecolare, nell’epigenetica del DOC.

Il trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo post partum

Il livello di consapevolezza di questo disturbo (insight) risulta piuttosto basso perchè le ossessioni non vengono percepite dai genitori come intrusive e le compulsioni sono viste come utili strategie per tutelare il neonato/nascituro. Di conseguenza, l’accesso spontaneo al trattamento clinico è più difficoltoso.

Tra le numerose terapie cognitivo comportamentali attualmente in uso per la cura del disturbo ossessivo compulsivo, la più utilizzata è la ERP (Response Prevention Exposure), che interviene con:

  1. il confronto sistematico tra le situazioni che evocano la paura ed i relativi stimoli di attivazione
  2. la sospensione dei rituali compulsivi funzionali alla riduzione immediata dell’ansia/disagio

Attraverso sessioni di visualizzazione immaginativa o in un setting concreto (es. ambiente di vita del paziente), si procede alla progressiva presentazione di stimoli stressogeni che il soggetto impara a tollerare gradatamente. Utili risultano anche l’intervento psicoeducativo sulla famiglia per ridurre i vissuti negativi rispetto alla gestione quotidiana, che spesso sono responsabili della esacerbazione del disturbo, e la pratica della Mindfulness per interrompere il legame circolare tra pensieri intrusivi e rinforzo delle compulsioni.

Se pensi di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo durante la gravidanza e/o nel post-partum, rivolgiti subito a un professionista!

Bibliografia

  • https://www.istitutobeck.com/