La dermatite atopica è una malattia infiammatoria ricorrente cronica della pelle che può essere innescata o esacerbata da stress psicologico, come ad esempio accade anche per acne, alopecia areata, psoriasi, rosacea, orticaria spontanea cronica, etc. In particolare, si manifesta con aree della pelle arrossate, secche e pruriginose che possono apparire con l’aspetto di abrasioni, ferite, crosticine, bollicine o vescicole.
La dermatite atopica affligge circa l’8% degli italiani over 18, e il 15-20% dei bambini. In due casi su tre, compare in età evolutiva.
Dermatite atopica: fattori organici e psicologici
Non si conoscono le cause precise della dermatite atopica. Dal punto di vista prettamente organico, possono rientrare:
- Fattori genetici (es. mutazioni nei geni che codificano proteine importanti per la pelle);
- Variabili immunitarie (vd. ipersensibilità o alterazione);
- Disfunzioni della barriera della pelle che predispongono all’irritazione cutanea e allo sviluppo di infezioni;
- Fattori ambientali (es. inquinamento, allergeni, contaminanti…).
Fra i fattori psicologici più associati alla dermatite atopica c’è la presenza di richieste eccessive in ambito lavorativo, scolastico, casalingo o relazionale. Non stupisce infatti che l’85% delle persone con patologie della pelle riporta di vivere in condizioni di stress elevato.
Le condizioni psicologiche e le patologie della pelle si possono relazionare fra loro in modo complesso: alcuni sintomi dermatologici sono presenti in disturbi psicologici come nello spettro ossessivo-compulsivo, altri contribuiscono ad innescare o ad esacerbare condizioni cliniche come ansia e disturbi dell’umore. Questo spiega come, in alcuni casi, una dermatite con origine organica può risentire di fattori psicologici e sociali che la prolungano, generando una dermatite atopica psicosomatica. È importante sottolineare che la sua eziologia psicologica non significa che i sintomi siano “inventati”, “immaginati” o “auto-inflitti”. L’origine psicologica attiva dei sistemi a cascata di natura biologica, che a loro volta sfociano in cambiamenti di natura patologica a livello fisico. Conoscere l’esistenza di un’eziologia psicologica consente dunque di intervenire prontamente sull’origine e non lasciare che la patologia avanzi e si cronicizzi.
Diagnosi e trattamento della dermatite psicosomatica
La diagnosidi dermatite atopica avviene per esame obiettivo e tramite la raccolta della storia clinica della persona.
Per via del suo stretto legame con lo stress, il trattamento deve includere un’attenta valutazione psicologica e un piano psicoterapeutico per la gestione dei sintomi col fine di favorire la consapevolezza emotiva e di sviluppare strategie di coping più funzionali. I trattamenti più indicati sono:
- Terapia cognitivo-comportamentale: impiegata per aiutare a ridurre abitudini poco funzionali e dannose come il grattarsi o la messa in atto di comportamenti a rischio. Fra gli obiettivi possono essere inclusi favorire la consapevolezza sul proprio comportamento e praticare strategie alternative e funzionali. Fra le tecniche impiegate ci sono il problem solving, i training di rilassamento e la costruzione di maggior supporto sociale.
- MBTs (Mind-Body Therapies – Terapie Mente-Corpo): si focalizzano sull’uso della mente per influenzare il funzionamento del corpo e la salute, come Mindfulness, MBSR, biofeedback, ipnosi, tecniche immaginative. La Mindfulness viene impiegata per attutire alcuni danni indotti dallo stress, ridurre i comportamenti a rischio, l’intensità della sintomatologia percepita e il prurito. Le MBTs si dimostrano utili anche nella riduzione del grattarsi, oltre che nel potenziamento della salute psicosociale.
Se soffri di dermatite atopica, rivolgiti subito a un professionista!